“I am seven-wars old” – Frontline reporting and media narratives on Palestine
About the event
Since the beginning of the genocide in Gaza, at least 261 journalists and media workers have been killed, dozens have been injured and others are missing. At the same time, many Western media outlets seem to be reluctant to report the full extent of the war crimes taking place in the Strip.
Reporting from the frontlines of an extremely violent conflict poses overwhelming ethical and professional challenges for journalists, from using the correct terminology, maintaining editorial independence under intense pressure, the impossibility to access the conflict zones, personal safety, and more.
This panel explores the unavoidable questions surrounding journalism in time of conflict: whose voices are amplified, whose are excluded, and whose are silenced.
[In English with live interpretation in Italian]
Dall’inizio del genocidio a Gaza, almeno 261 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi, decine sono rimasti feriti e altri risultano dispersi. Allo stesso tempo, molti media occidentali sembrano riluttanti a riportare l’intera portata dei crimini di guerra che si stanno verificando nella Striscia. Raccontare un conflitto estremamente violento dalle linee del fronte pone ai giornalisti sfide etiche e professionali schiaccianti: dall’uso della terminologia corretta, al mantenimento dell’indipendenza editoriale sotto forte pressione, dall’impossibilità di accedere alle zone di conflitto alla sicurezza personale, e altro ancora. Questo panel esplora le domande inevitabili che circondano il giornalismo in tempo di conflitto: quali voci vengono amplificate, quali vengono escluse e quali vengono messe a tacere.
[In Inglese con traduzione simultanea in Italiano]


